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Archive for the ‘Film’ Category

Un film molto Takki.

Ossessione e solitudine. L’individualismo e la ricerca della sua totalità non sono una passeggiata. Aronovsky in questo film ci mostra qualcosa di più in realtà della pazzia a cui può portare la ricerca dell’assoluto e la fuga dal relativo, ci mostra la lotta che la mente deve sopportare per creare ordine dal caos. Per far questo la matematica di Max Cohen tanto ambita dagli squali di Wall Street lo conduce alla metafisica che ossessiona gli ebrei ortodossi seguaci della Torah. Ma non sarà da loro che dovrà guardarsi, da ben altro dovrà difendersi.

Personalmente ho interpretato il finale in un modo che mi sembrava ovvio, ma parlandone in giro non tutti mi sembrano d’accordo. Quindi, finale a sorpresa.

 

Il consueto assaggio:

9 e 22 Nota personale: quando ero piccolo mia madre mi diceva di non guardare fisso il sole, ma una volta, a sei anni, lo feci. Da principio quella luce accecante era insopportabile, ma io non distolsi gli occhi neanche per un momento. A poco a poco la luce iniziò a dissolversi, le mie pupille si ridussero a capocchie di spillo, e riuscì a mettere tutto a fuoco. Per un momento vidi e capii.

13 e 26 Nota personale: enuncio di nuovo le mie teorie:

primo, la natura parla attraverso la matematica

secondo, tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere attraverso i numeri

terzo, tracciando il grafico di qualsiasi sistema numerico ne consegue uno schema, quindi in natura ovunque esistono degli schemi

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“I already forget how I used to feel about you.”

tagline

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Distribuito qui da noi con il ridicolo titolo “Se mi lasci, ti cancello“, traduzione “all’italiana” fatta con l’artificio di fregare ignare coppiette che si aspettano la solita commediucola demenziale, questo film è in realtà uno dei lavori più complessi ed armoniosi degli ultimi vent’anni.

Si tratta di una pellicola eccezionale sotto tutti i punti di vista: un ottimo cast (finalmente un Jim Carey che dimostra le sue doti drammatiche ed una Kate Winslet detitaniczzata..), una grande regia (grazie all’immaginazione visionaria di Gondry), una colonna sonora notevole (Beck ci regala una cover splendida), ma sopra a tutto una sceneggiatura perfetta (scritta da quel geniaccio di Charlie Kaufman), che rimarrà nella storia del cinema indimenticabile sia per costruzione che per contenuti.

Come al solito non vi svelo nulla della trama, ma posso dirvi che questo film, creato con razionalità chirurgica, riesce a trattare con efficacia il più irrazionale dei temi: l’amore. In una location tanto nordamericana quanto nordeuropea, la memoria conduce un gioco emozionante, tra introspezione e rapporti interpersonali, tra ricordo e sogno: gioco che è tanto di Joel e Clementine, quanto nostro.

“Our memories makes us who we are. You can’t change the past.”

“You can erase someone from your mind. Getting them out of your heart is another story.

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