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Archive for the ‘psicologia’ Category

“I already forget how I used to feel about you.”

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Distribuito qui da noi con il ridicolo titolo “Se mi lasci, ti cancello“, traduzione “all’italiana” fatta con l’artificio di fregare ignare coppiette che si aspettano la solita commediucola demenziale, questo film è in realtà uno dei lavori più complessi ed armoniosi degli ultimi vent’anni.

Si tratta di una pellicola eccezionale sotto tutti i punti di vista: un ottimo cast (finalmente un Jim Carey che dimostra le sue doti drammatiche ed una Kate Winslet detitaniczzata..), una grande regia (grazie all’immaginazione visionaria di Gondry), una colonna sonora notevole (Beck ci regala una cover splendida), ma sopra a tutto una sceneggiatura perfetta (scritta da quel geniaccio di Charlie Kaufman), che rimarrà nella storia del cinema indimenticabile sia per costruzione che per contenuti.

Come al solito non vi svelo nulla della trama, ma posso dirvi che questo film, creato con razionalità chirurgica, riesce a trattare con efficacia il più irrazionale dei temi: l’amore. In una location tanto nordamericana quanto nordeuropea, la memoria conduce un gioco emozionante, tra introspezione e rapporti interpersonali, tra ricordo e sogno: gioco che è tanto di Joel e Clementine, quanto nostro.

“Our memories makes us who we are. You can’t change the past.”

“You can erase someone from your mind. Getting them out of your heart is another story.

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Il male oscuro

E’ il male oscuro di cui le storie e le leggi e le universe discipline delle gran cattedre persistono a dover ignorare le cause, i modi: e lo si porta dentro di sé per tutto il fulgorato scoscendere di una vita, più greve ogni giorno, immedicato.

Gadda

 


Il male oscuro sarebbe stato in realtà la mia prima scelta per introdurvi al percorso che propongo, ma il suo effetto potenzialmente pericoloso mi ha fatto desistere: se lo scambiate per un semplice romanzo, non vi lascerà scampo. Si tratta di un libro che cerca di dissuadervi le prime pagine, ma dopo vi trascina nel suo turbinio di emozioni, angoscie, desideri e non potrete più farne a meno. Leggerlo vuol dire vedere il mondo che vi circonda cambiare aspetto, vuol dire iniziare a ragionare come è scritto e scoprire qualcosa di scomodo che giace dentro di voi . E’ uno dei libri più coraggiosi che avrete modo affrontare e non sarà qualcosa che ricorderete di aver letto, ma un’esperienza che avete vissuto. Questo libro rappresenta l’individualismo occidentale alla scoperta di uno dei suoi strumenti di indagine più importanti, la psicoanalisi.

E’ un’opera che si è voluta dimenticare assieme al suo autore, Giuseppe Berto, ma che è ora a mio avviso di riscoprire.

Un assaggio:

“Penso che questa storia della mia lunga lotta col padre, che un tempo ritenevo insolita per non dire unica, non sia in fondo tanto straordinaria se come sembra può venire comodamente sistemata dentro schemi e teorie psicologiche già esistenti..”

“..mi sento di colpo confortato e caldo di riconoscenza per lui che sembra avere tanto a cuore il mio benessere anche oltre l’ora pagata della seduta psicoanalitica, e non importa che io provi insieme vergogna e senso di colpa per avere così a lungo mantenuto residui di diffidenza contro di lui, ora sono pronto alla più aperta fiducia e sicuro che continuerò fino alla fine questa cura perché pur non credendo a sufficienza nella psicoanalisi credo sconfinatamente in quest’uomo quant’altri mai probo ed onesto..”

“..dopo avere rispettosamente aspettato che lui si sieda mi sdraio sul lettino togliendomi le scarpe benché da informazioni prese nel giro dei giovani psichiatri ormai sappia con certezza che le scarpe non si tolgono e a quanto si dice pare che io sia l’unico esemplare di analizzando che si fa analizzare senza le scarpe, ma che ci posso farci ormai ho cominciato a togliermele e penso che dovrei dare delle spiegazioni se ad un tratto non me le togliessi più, così me le tolgo sebbene poi nel corso della seduta resti disturbato dalla visione dei miei piedi senza scarpe tant’è vero che per non vederli chiudo spesso gli occhi e li tengo chiusi anche per lungo tempo, quindi tutto sommato questo problema delle scarpe bisognerebbe risolverlo per la stessa buona riuscita della cura però giacchè sono prossime le vacanze ho deciso che il cambiamento di sdraiarmi con le scarpe lo farò dopo l’interruzione così passerà inosservato spero..”

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