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Archive for the ‘barth’ Category

La fine della strada

Sto guardando, come molti di voi sanno, Twin Peaks per la prima volta. Meglio tardi che mai. Ho fatto fatica a non farmi dire chi fosse l’assassino di Laura Palmer ed ora lo so. Ero però tremendamente curioso di sapere perchè tutti mi dicevano che in fondo era irrilevante. Anche se si tratta di un caso limite, mi è venuta in mente una riflessione riguardo al rivelare o meno la trama di un libro o di un film : mi capita ormai frequentemente di conoscere persone che non vogliono sapere niente della storia che si accingono a leggere, in modo che sia una completa sorpresa e che nulla faccia perdere il piacere di scoprire le cose da sè. Non sono tra quelli e non sono pienamente d’accordo. Capita spesso che non solo su blog e forum, ma anche sulla quarta di copertina, dettagli rilevanti vengano anticipati. Soprattutto in alcuni romanzi di genere, come il giallo, è seccante. Ma se si tratta di un’opera valida, sapere di che cosa parla non cambia niente. Un libro, o un film naturalmente, a mio avviso non vale la spesa se saperne il contenuto toglie il gusto di leggerlo o vederlo. Considero, in questo senso, una grande invenzione narrativa iniziare dal finale. Ci sono opere bellissime che si basano su storie banali e che traggono il loro valore da qualcos’altro. Ci sono poi i capolavori, di cui si può sapere tutto, ma non c’è nulla che può togliere il gusto di leggerli. E si riconoscono facilmente. Come? Sono quei film e quei romanzi che che ci portiamo dietro tutta la vita, che leggiamo e rileggiamo, vediamo e rivediamo.

Quello che segue, è un libro assoltutamente attinente a quanto detto sopra e sapere che il professor Horner avrà una storia con Rennie, la moglie del professor Morgan, e che lei glilo dirà, non potrà in nessun modo diminuire il gusto leggerlo al più presto.

In a sense, I am Jacob Horner.

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“In un certo senso io sono Jacob Horner”. Con questo incipit, John Barth apre la strada ad un libro di rara profondità e sensibilità. Alla trama lineare ed al semplice intreccio, si affianca la forza devastante di un’indagine filosofica tra assoluto e relativo, tra essere e non essere. Jacob Horner non è però un personaggio tormentato, a differenza delle persone che hanno la sfortuna di incontrarlo. Padrone indiscusso del linguaggio e del paradosso, riesce a far scricchiolare elementi portanti del pensiero come la logica. Scegliere, mentire, essere onesti, dopo aver conosciuto Jacob Horner, fa sorgere molte, interessanti, domande.

il consueto assaggio:

E quando uno dice addio ai valori oggettivi, deve veramente gonfiare i muscoli e tenere gli occhi aperti, perchè deve tenersi su da solo. Ci vuole energia: non solo fisica, ma anche intellettuale, o si è perduti.

“Scegliere è esistere: nella misura in cui non scegliete, non esistete”

PS: chi mi svela la trama di un libro o un film mediocre, subirà la più crudele delle vendette.

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