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Archive for the ‘houellebecq’ Category

Quale modo migliore di iniziare se non con una provocazione?

la possibilità di un'isola

Michel Houellebecq è uno dei miei autori preferiti e con questo libro raggiunge sicuramente le vette più alte. Quando l’ho letto non l’ho vissuto come provocatorio, ma suscita spesso tale reazione perché con i suoi testi non lascia scampo: o lo si ama o lo si odia. Non ci sono vie d’uscita: è quanto di più attuale possiate leggere, ma di quell’attualità con la quale non sempre si ha il coraggio di fare i conti. Non è semplice narrazione, ma una profonda analisi su noi stessi e su quello che abbiamo attorno. Non cerca una verità ultima, ma singole risposte precise. Le troverete sul sesso, sull’identità, sulla violenza, sulla sofferenza, sulla religione, sulla memoria, sul desiderio, sull’arte, sulla società. Tutti elementi che l’individuo deve affrontare, per essere tale. E’ il metodo scientifico, così immerso nella narrazione da non essere visibile, a farne un libro unico e dall’ampio respiro.

Vi propongo rapidi assaggi:

“Quando l’amore fisico sparisce, sparisce tutto; un’irritazione cupa, senza profondità, viene a riempire la serie dei giorni. E sull’amore fisico non mi facevo illusioni. Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell’amore fisico sono gli stessi del nazismo. Riassumendo, ero in un bel casino.”

“..non avevo forse mai avuto una vera conversazione con qualcuno che non fosse una donna amata, e in fondo mi pareva normale che lo scambio di idee con qualcuno che non conosce il vostro corpo che non è in grado di farne l’infelicità o la gioia, fosse un esercizio falso e in fin dei conti impossibile, poichè siamo dei corpi, siamo innanzitutto, principalmente e quasi unicamente dei corpi, e lo stato dei nostri corpi costituisce l’autentica spiegazione della maggior parte delle nostre concezioni intellettuali e morali.”

“In poche parole, è la storia individuale a creare l’individuo.”

“..probabilmente l’amore, come la pietà per Nietzsche, non era mai stato altro che una finzione sentimentale inventata dai deboli per colpevolizzare i forti, per introdurre dei limiti alla loro libertà e ferocia naturali.”

 

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