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Archive for the ‘aronovsky’ Category

Un film molto Takki.

Ossessione e solitudine. L’individualismo e la ricerca della sua totalità non sono una passeggiata. Aronovsky in questo film ci mostra qualcosa di più in realtà della pazzia a cui può portare la ricerca dell’assoluto e la fuga dal relativo, ci mostra la lotta che la mente deve sopportare per creare ordine dal caos. Per far questo la matematica di Max Cohen tanto ambita dagli squali di Wall Street lo conduce alla metafisica che ossessiona gli ebrei ortodossi seguaci della Torah. Ma non sarà da loro che dovrà guardarsi, da ben altro dovrà difendersi.

Personalmente ho interpretato il finale in un modo che mi sembrava ovvio, ma parlandone in giro non tutti mi sembrano d’accordo. Quindi, finale a sorpresa.

 

Il consueto assaggio:

9 e 22 Nota personale: quando ero piccolo mia madre mi diceva di non guardare fisso il sole, ma una volta, a sei anni, lo feci. Da principio quella luce accecante era insopportabile, ma io non distolsi gli occhi neanche per un momento. A poco a poco la luce iniziò a dissolversi, le mie pupille si ridussero a capocchie di spillo, e riuscì a mettere tutto a fuoco. Per un momento vidi e capii.

13 e 26 Nota personale: enuncio di nuovo le mie teorie:

primo, la natura parla attraverso la matematica

secondo, tutto ciò che ci circonda si può rappresentare e comprendere attraverso i numeri

terzo, tracciando il grafico di qualsiasi sistema numerico ne consegue uno schema, quindi in natura ovunque esistono degli schemi

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