E’ il male oscuro di cui le storie e le leggi e le universe discipline delle gran cattedre persistono a dover ignorare le cause, i modi: e lo si porta dentro di sé per tutto il fulgorato scoscendere di una vita, più greve ogni giorno, immedicato.
Gadda
Il male oscuro sarebbe stato in realtà la mia prima scelta per introdurvi al percorso che propongo, ma il suo effetto potenzialmente pericoloso mi ha fatto desistere: se lo scambiate per un semplice romanzo, non vi lascerà scampo. Si tratta di un libro che cerca di dissuadervi le prime pagine, ma dopo vi trascina nel suo turbinio di emozioni, angoscie, desideri e non potrete più farne a meno. Leggerlo vuol dire vedere il mondo che vi circonda cambiare aspetto, vuol dire iniziare a ragionare come è scritto e scoprire qualcosa di scomodo che giace dentro di voi . E’ uno dei libri più coraggiosi che avrete modo affrontare e non sarà qualcosa che ricorderete di aver letto, ma un’esperienza che avete vissuto. Questo libro rappresenta l’individualismo occidentale alla scoperta di uno dei suoi strumenti di indagine più importanti, la psicoanalisi.
E’ un’opera che si è voluta dimenticare assieme al suo autore, Giuseppe Berto, ma che è ora a mio avviso di riscoprire.
Un assaggio:
“Penso che questa storia della mia lunga lotta col padre, che un tempo ritenevo insolita per non dire unica, non sia in fondo tanto straordinaria se come sembra può venire comodamente sistemata dentro schemi e teorie psicologiche già esistenti..”
“..mi sento di colpo confortato e caldo di riconoscenza per lui che sembra avere tanto a cuore il mio benessere anche oltre l’ora pagata della seduta psicoanalitica, e non importa che io provi insieme vergogna e senso di colpa per avere così a lungo mantenuto residui di diffidenza contro di lui, ora sono pronto alla più aperta fiducia e sicuro che continuerò fino alla fine questa cura perché pur non credendo a sufficienza nella psicoanalisi credo sconfinatamente in quest’uomo quant’altri mai probo ed onesto..”
“..dopo avere rispettosamente aspettato che lui si sieda mi sdraio sul lettino togliendomi le scarpe benché da informazioni prese nel giro dei giovani psichiatri ormai sappia con certezza che le scarpe non si tolgono e a quanto si dice pare che io sia l’unico esemplare di analizzando che si fa analizzare senza le scarpe, ma che ci posso farci ormai ho cominciato a togliermele e penso che dovrei dare delle spiegazioni se ad un tratto non me le togliessi più, così me le tolgo sebbene poi nel corso della seduta resti disturbato dalla visione dei miei piedi senza scarpe tant’è vero che per non vederli chiudo spesso gli occhi e li tengo chiusi anche per lungo tempo, quindi tutto sommato questo problema delle scarpe bisognerebbe risolverlo per la stessa buona riuscita della cura però giacchè sono prossime le vacanze ho deciso che il cambiamento di sdraiarmi con le scarpe lo farò dopo l’interruzione così passerà inosservato spero..”















sai che sei il mio primo e miglior consigliere…maestro, quando mi riterrà pronto, affronterò anche questo scritto!
ricevuto in dono da te.
cominciato a leggere e l’esperienza, che come dici tu non é la lettura, mi ha consumato, mi ha fisicamente, fino a provare repulsione verso il libro ma anche attrazione, come tutte le cose che si odiano.
morale della favola, non ho finito di leggerlo.
Prima ho guardato la foto del tuo blog. Poi ho letto le tre righe di Gadda. E ho continuato a leggere pensando che il mio umore va di pari passo con le coincidenze.
Buon fine giovedì
Cecilia
@fede: Ti consiglierei di leggerlo il prima possibile, ma come vedi miete vittime illustri..
@giovi: l’hai letto in un periodo di transizione.. purtroppo c’è bisogno di tranquillità per affrontarlo al meglio..
@cecilia: Sono sempre riuscito a cogliere piacevoli sorprese quando il mio umore è andato a pari passo con le coincidenze..spero sia lo stesso per te!